Come nasce un gruppo liturgico - Animazione Liturgica

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Come nasce il Gruppo Liturgico

L'animazione delle celebrazioni liturgiche non può ricadere esclusivamente sul sacerdote, anche se è il più responsabile, né in una persona sola, pur molto capace che sia o si consideri.
Richiede un gruppo di persone credenti che volontariamente forniscono un servizio a favore della comunità, preparando, animando e rivedendo le celebrazioni, in perfetta sintonia con il parroco rettore della chiesa. Attualmente non esiste nessuna normativa ufficiale che determini come costituire o formare un gruppo di animazione liturgica in una comunità cristiana.
Tratto da: Animación litúrgica - JOAN M. CANALS, “El equipo de la animación  Litúrgica”, tradotto e curato da Mauro Bertini.

I gruppi esistenti sono sorti dalle necessità e possibilità concrete di ogni comunità. Ogni gruppo ha la sua storia intessuta con le sue gioie e dolori, successi o insuccessi. A volte si sono costituiti a partire dall'iniziativa del sacerdote, altre dal suggerimento di alcuni fedeli guidati dal loro apprezzamento per la liturgia e dal loro desiderio di migliorare le celebrazioni nella loro comunità che ha riconosciuto il loro lavoro perseverante e la loro dedizione generosa.

Varie situazioni
La maggioranza dei gruppi si sono andati organizzando poco a poco a partire da poche persone che si sono aggiunte ad altre. Alcuni sono cresciuti nel numero di membri, nei compiti assegnati, nella formazione cristiana e liturgica e nel raggiungimento dei loro obiettivi. Cominciarono e continuano ad essere attivi ed entusiasti. Non mancano, al contrario, gruppi che iniziarono con entusiasmo e generosità, e tuttavia, nel corso di pochi anni si sono ridotti di numero di membri e attualmente sopravvivono senza interesse né efficacia. Altri sono scomparsi. Si deve anche accettare il fatto che in alcune parrocchie o chiese ancora non vi è un gruppo liturgico. Può essere per negligenza di uno spirito pastorale, che non si trovano persone che formano il gruppo, o per gli atteggiamenti del responsabile della comunità.
Al fine di iniziare un gruppo di animazione, si dovrà tenere conto di quei cristiani che si distinguono per la loro sensibilità liturgica, per il loro spirito ecclesiale e impegno cristiano. Il responsabile della parrocchia o della chiesa li deve scegliere e convocare per una prima riunione per presentare loro il progetto. Con essi si formerà il primo nucleo; più tardi, si può fare una chiamata più generale per tutti coloro che vogliono far parte del gruppo.
Si può anche partire da qualche evento importante nella comunità cattolica per cominciare a convocare alcuni membri interessati alla liturgia e desiderosi di prestare un servizio ad essa.
In questa prima fase di funzionamento è indispensabile che tutti i membri del gruppo sperimentino e gustino lo spirito della liturgia. Una volta che hanno vissuto intensamente le celebrazioni vorranno e faranno il possibile perché tutta l'assemblea liturgica sperimenti e viva ciò che essi sperimentano e vivono. Il gruppo può essere costituito facilmente. Ma la cosa più importante è la sua continuità e perseveranza. E' un processo lungo e paziente di formazione e composizione, di organizzazione e funzionamento che è bene rispettare e a volte promuovere.
Una volta costituito un nuovo gruppo di animazione si consiglia di non iniziare immediatamente la sua attività, ma che dedichi tempo per conoscersi, riflettere e formarsi sulla liturgia.
Ai gruppi liturgici che hanno già alcuni anni di attività si consiglia di fare una pausa nel loro cammino e riflettere su quello che sono e sulla loro missione nella comunità perché consapevoli della loro identità e impegno, si lancino con più entusiasmo al servizio dell'assemblea liturgica.
Il gruppo una volta costituito e formato, deve maturare come gruppo.
Deve crescere nella fede e nella preghiera, sapendo condividere un lavoro in comune, e vivere il suo compito con gioia e generosità, e deve crescere nella sua formazione teologica e liturgica. Deve passare da un gruppo staccato ad un gruppo con coscienza propria; da persone che leggono le letture più o meno correttamente, ad essere impegnate ad esercitare normalmente alcune funzioni nelle celebrazioni; passare da persone che entrano in sagrestia prima della celebrazione per chiedere se hanno da fare qualcosa, ad essere un gruppo che prepara la dinamica dell'azione sacra; passare da persone-individuo, ad essere un vero gruppo che studia, dialoga, prepara, anima ed esamina le celebrazioni della comunità.
L'ideale specialmente nelle comunità numerose, è che ognuna funzioni con vari gruppi di animazione liturgica coordinati tra loro. Ogni gruppo si prenda la responsabilità di alcune specifiche celebrazioni: per esempio, un gruppo prepara e anima le celebrazioni domenicali, un altro le celebrazioni nei giorni feriali, un terzo gruppo le celebrazioni degli altri sacramenti, e ancora un altro gruppo gli atti di pietà popolare della comunità. Se in una stessa comunità esistono vari gruppi è necessario per creare unità di criteri che si riuniscano tutti per la riflessione e la formazione. Se in alcuni casi i membri del gruppo sono molti, si può pensare ad una rotazione al momento di distribuire le funzioni liturgiche.
Il gruppo liturgico, se possibile, deve essere formato da persone rappresentative della comunità; deve essere un gruppo vario ed eterogeneo che raggruppi ministri ordinati, istituiti, religiosi, religiose e soprattutto laici.

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