Le leggi del Gruppo Liturgico - Animazione Liturgica

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Conoscenza delle leggi della celebrazione liturgica

La celebrazione liturgica ha le sue leggi e la sua dinamica.

La persona preposta all'animazione le deve conoscere perché l'esercizio della sua funzione sia ogni giorno più efficace per il bene dell'assemblea.

Si tenga presente quanto segue.

Tratto da: Animación litúrgica - JOAN M. CANALS, “El equipo de la animación  Litúrgica”, tradotto e curato da Mauro Bertini.

Il ritmo
La celebrazione liturgica è un'azione e come tale ha bisogno di una dinamica e di una comunicazione. Quando il gruppo prepara la celebrazione deve prestare molta attenzione ai diversi momenti nei quali si svolge l'azione liturgica e dare ad ognuno il suo significato.
A volte capita che non si tiene in conto il ritmo celebrativo; si dà più importanza ad una delle parti che non ha alcuna rilevanza a scapito delle altre. Per esempio: a volte, la processione delle offerte dà l'impressione che sia più importante della preghiera eucaristica; o nella Vigilia pasquale si dà grande rilievo al lucernario e alle letture, mentre la quarta parte, la liturgia eucaristica, appare come una messa ordinaria, essendo questa Eucaristia la più importante di tutto l'anno liturgico.

La durata

Quando il gruppo si riunisce per preparare la celebrazione si devono prevedere i tempi di ciascuna delle parti di essa. Tuttavia, durante l'esecuzione della stessa e quando il gruppo si rende conto se un canto o l'omelia sono troppo lunghi, o se un segno in un determinato giorno dell'anno liturgico ha bisogno di una breve spiegazione, si tenga conto che la durata non superi il tempo stabilito e che concordi  con il ritmo della celebrazione.

I contrasti

I contrasti danno vita alla celebrazione, stimolano l'attenzione e fanno comprendere il significato dei segni. Al contrario, la routine porta con sé la noia. Per esempio, quando lo stesso lettore proclama le due letture, il salmo responsoriale e la preghiera dei fedeli. In questo caso non consente di scoprire le dimensioni del dialogo discendente e ascendente: Dio parla nella prima e seconda lettura, e l'assemblea risponde con il salmo responsoriale e la preghiera dei fedeli. Invece, quando sono diverse persone e ciascuna svolge una funzione, ciascuna di esse può assumere una voce diversa secondo il libro della Scrittura.

L'unità

Il gruppo liturgico quando prepara la celebrazione deve scoprire per mezzo dei testi liturgici (letture e preghiere, eucologia in linguaggio tecnico), quello che la Chiesa celebra quel giorno e far sì che i commenti, i canti, i gesti, ecc., ruotino attorno al tema principale, dando così un'unità a tutta la celebrazione e, al tempo stesso, mantenendo la differenziazione dei suoi vari elementi.

Il mistero

La liturgia è l'attuazione del mistero pasquale di Cristo, della vita e dell'amore che il Padre ci comunica. Il gruppo liturgico mai perderà di vista questa realtà fondamentale quando prepara la celebrazione. E' il bersaglio al quale destinerà tutte le frecce. Il compito del gruppo di animazione non consiste solamente nel far riuscire celebrazioni corrette nella sua esecuzione, ma nel far riuscire che l'assemblea e ognuno dei suoi membri s'incontri con Dio nel mistero della vita nuova di suo Figlio per mezzo dell'azione dello Spirito Santo. Le situazioni che vive il popolo di Dio devono essere attualizzate nella celebrazione perché siano penetrate dallo stesso mistero pasquale che trasforma la morte in vita, le tenebre in luce, il peccato in grazia.

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